Flavio Leone, 80 anni insieme alla Repubblica: una vita tra Olivetti, Alpini e servizio alla comunità
Ottant’anni insieme. La Repubblica Italiana e Flavio Leone sono nati lo stesso giorno, il 2 giugno 1946. Mentre milioni di italiani si recavano alle urne per scegliere tra Monarchia e Repubblica, in una casa di Rivarolo Canavese veniva alla luce quello che sarebbe diventato uno dei volti più conosciuti del territorio canavesano e oggi vice capogruppo del Gruppo Alpini di Favria.
Una coincidenza che lega la sua storia personale a quella del Paese. Ottant’anni dopo, Flavio Leone guarda al passato con la serenità di chi ha vissuto una vita intensa, fatta di lavoro, famiglia, amicizie e impegno per la comunità.
«Eh sì, sono parecchi», racconta sorridendo parlando dei suoi 80 anni. Di quel giorno storico non può naturalmente avere ricordi diretti, ma nella memoria familiare sono rimasti i racconti ascoltati fin da bambino. «Il ricordo purtroppo non ce l’ho, però dalle voci di mio papà, di mia mamma e soprattutto di mia sorella ho saputo di quella giornata. Sia mio papà che mia mamma andarono a fare il loro dovere e a votare. Per mia mamma era la prima volta».
Una testimonianza che riporta a uno dei momenti più importanti della storia italiana. Le donne partecipavano infatti per la prima volta a una consultazione nazionale. La madre di Flavio, nata nel 1917, visse quel giorno con l’emozione di chi conquistava un diritto atteso per generazioni. Il padre, nato nel 1914, accompagnò quella scelta che avrebbe cambiato il volto dell’Italia.
«Di preciso non vorrei dire una cosa per un’altra – racconta Flavio – forse mio papà votò per la Repubblica, mia mamma non lo so».
Un dubbio che non cambia il significato di quella giornata, destinata a entrare nei libri di storia e, allo stesso tempo, nella storia della famiglia Leone.
La vita di Flavio si è poi intrecciata con quella del Canavese e delle sue trasformazioni. Cresciuto negli anni del dopoguerra, ha vissuto il periodo della ricostruzione, del boom economico e delle grandi speranze che hanno accompagnato un’intera generazione. Come tanti canavesani, il suo percorso professionale è stato legato all’Olivetti. «Ho lavorato sempre all’Olivetti», racconta con orgoglio. Dietro quella semplice frase si nasconde una lunga storia fatta di impegno, professionalità e appartenenza. L’azienda non è stata soltanto un luogo di lavoro, ma il simbolo di un territorio che cresceva, innovava e guardava al futuro, offrendo opportunità e prospettive a migliaia di famiglie.
Flavio appartiene a quella generazione che ha conosciuto il valore del sacrificio, del lavoro e della responsabilità. Valori che ancora oggi continua a testimoniare attraverso il suo impegno nel Gruppo Alpini di Favria, dove ricopre il ruolo di vice capogruppo, mantenendo vivo quello spirito di solidarietà e servizio che da sempre contraddistingue le Penne Nere.
Non è un caso che il suo ottantesimo compleanno coincida ancora una volta con la Festa della Repubblica. Durante la cerimonia del 2 giugno a Favria, Giorgio Cortese, alpino del Gruppo Alpini di Favria, ex sindaco del paese e oggi presidente della Fidas locale, rivolgendosi ai giovani coscritti del 2008, ha ricordato il significato profondo della Repubblica e della partecipazione civica.
«La democrazia ha bisogno di giovani capaci di partecipare, informarsi, dialogare e difendere i valori della Costituzione. Ha bisogno di ragazzi e ragazze che credano nel rispetto reciproco, nella solidarietà e nella responsabilità civile», ha affermato nel suo intervento.
Parole che sembrano riflettersi anche nella storia personale di Flavio Leone. Una vita costruita sul lavoro, sul senso del dovere e sull’impegno verso gli altri, nel segno di quei valori che hanno accompagnato la crescita della Repubblica italiana.
Nel suo discorso, Giorgio Cortese ha inoltre sottolineato l’importanza del volontariato e dell’associazionismo come strumenti di crescita civile, ricordando il ruolo svolto dagli Alpini, dalla Protezione Civile, dalla Pro Loco, dalla Filarmonica, dalla Fidas e dalle tante realtà associative che contribuiscono a mantenere viva la comunità. Un richiamo che trova piena corrispondenza nell’impegno che Flavio continua a dedicare al territorio attraverso il Gruppo Alpini di Favria.
Oggi, nel giorno del suo ottantesimo compleanno, la sua storia assume un significato particolare. Perché racconta non soltanto la vicenda di un uomo, ma quella di una generazione che ha visto nascere la Repubblica, crescere il Paese e contribuire, ciascuno nel proprio ambito, allo sviluppo della comunità. Ottant’anni dopo quel 2 giugno 1946, Flavio Leone continua a custodire una memoria preziosa fatta di lavoro, valori e senso civico. Gli stessi valori che hanno accompagnato la sua vita e che, in qualche modo, sono cresciuti insieme alla Repubblica Italiana.
Un compleanno speciale che diventa il simbolo di una straordinaria coincidenza tra la storia di un uomo e quella di una nazione: due percorsi iniziati nello stesso giorno e proseguiti insieme per ottant’anni.
Favria, Alpino Giorgio Cortese