La pelle non mente! Conferenza Unitre di Cuorgnè a cura di Giorgio Cortese

Mercoledì 11 febbraio nel Salone della Trinità  la Docente Franca Garetto

con la conferenza: “Le lesioni della pelle: prevenzione e trattamento*”, ha illustrato come leggere i segnali della pelle sul nostro corpo davanti ad un  gremito e attento pubblico per la conferenza organizzata dall’Unitre di Cuorgnè dedicata alla salute della pelle, un tema di grande attualità che tocca da vicino ogni fascia d’età. Protagonista dell’incontro la Docente Franca Garetto, che ha accompagnato i presenti in un percorso approfondito tra prevenzione, diagnosi e trattamento delle principali lesioni cutanee, con un linguaggio chiaro ma scientificamente rigoroso. L’appuntamento si è aperto con i saluti istituzionali e con un ringraziamento alla relatrice, legata da oltre dieci anni alla realtà locale da un’esperienza professionale intensa e significativa. Un rapporto costruito nel tempo, fatto di lavoro, confronto con i pazienti e collaborazione con colleghi, che ha reso l’intervento non solo tecnico ma anche ricco di partecipazione emotiva. Sono stati portati anche i saluti del presidente Unitre Caluso Massimo Ferrò, a conferma dell’attenzione delle Unitre verso la cultura della prevenzione. Il cuore della conferenza è stato dedicato ai nei e alle lesioni cutanee più frequenti. La pelle, è stato ricordato, è l’organo più esteso del nostro corpo: una superficie di circa due metri quadrati che svolge funzioni fondamentali. È una barriera protettiva contro agenti esterni, batteri e sostanze nocive; regola la temperatura corporea; contribuisce alla sintesi della vitamina D; è ricca di terminazioni nervose che ci consentono di percepire dolore, caldo e freddo. Non è soltanto un rivestimento, ma un organo vitale che partecipa attivamente all’equilibrio dell’intero organismo. Particolare attenzione è stata riservata ai nei, formazioni generalmente benigne costituite da melanociti, le cellule responsabili della produzione di melanina. Nella maggior parte dei casi non rappresentano un pericolo, ma è fondamentale osservarli nel tempo. Alcuni, infatti, possono andare incontro a trasformazione tumorale. La relatrice ha illustrato in modo dettagliato la regola dell’ABCDE, strumento semplice ma efficace per riconoscere i segnali sospetti: Asimmetria della lesione, Bordi irregolari, Colore disomogeneo o con più tonalità, Dimensioni in aumento, Evoluzione nel tempo. Ogni cambiamento rapido, sanguinamento spontaneo o comparsa di sintomi come prurito e dolore deve spingere a una valutazione medica. Ampio spazio è stato dedicato al melanoma, tumore cutaneo meno frequente rispetto ad altre forme ma tra i più aggressivi. È stato spiegato come il melanoma rappresenti una percentuale relativamente contenuta dei tumori della pelle, ma sia responsabile della maggior parte delle complicanze per la sua capacità di diffondersi rapidamente. I principali fattori di rischio includono l’esposizione eccessiva e non protetta ai raggi ultravioletti, soprattutto nelle ore centrali della giornata, le ustioni solari in età infantile e adolescenziale, l’uso di lampade abbronzanti, la familiarità e il fototipo chiaro. È stato ribadito che le scottature ripetute, anche se apparentemente banali, possono avere conseguenze a distanza di anni. Accanto al melanoma, sono state illustrate altre forme tumorali cutanee, come il carcinoma basocellulare, basalioma, e il carcinoma spinocellulare, spinalioma, spesso legati all’esposizione cronica al sole. Possono presentarsi come piccole lesioni rossastre, noduli, croste persistenti o ulcerazioni che non guariscono. Sebbene generalmente meno aggressivi del melanoma, non devono essere sottovalutati, soprattutto se localizzati in aree delicate come il volto o le labbra. Un passaggio fondamentale della conferenza ha riguardato la diagnosi precoce e la stadiazione della malattia. Comprendere se una lesione è localizzata o se ha già interessato linfonodi o altri organi consente di definire la strategia terapeutica più adeguata. Nelle fasi iniziali la chirurgia rappresenta il trattamento di prima scelta: un intervento spesso semplice, eseguito in anestesia locale e con rapido ritorno alla vita quotidiana. Nei casi più avanzati possono rendersi necessari trattamenti aggiuntivi come immunoterapia, radioterapia o terapie sistemiche, scelte in base allo stadio e alle caratteristiche biologiche del tumore. È stato inoltre sottolineato il valore della prevenzione su due livelli. La prevenzione primaria consiste nell’adottare comportamenti corretti: limitare l’esposizione solare nelle ore centrali, utilizzare regolarmente creme con fattore di protezione elevato, evitare le lampade abbronzanti, proteggere in particolare bambini e soggetti con pelle chiara. La prevenzione secondaria riguarda invece la diagnosi precoce: autoesame della pelle, controlli dermatologici periodici, attenzione a ogni cambiamento. Non è mancato un riferimento alle difficoltà legate ai tempi di attesa per le visite specialistiche, una criticità che rende ancora più importante la consapevolezza individuale. Imparare a osservare la propria pelle, non ignorare segnali sospetti e rivolgersi tempestivamente al medico curante può fare la differenza. L’incontro si è concluso con un messaggio chiaro e diretto: la prevenzione è uno strumento concreto nelle mani di ciascuno di noi. Non richiede gesti eroici, ma attenzione quotidiana e responsabilità. La pelle è il nostro confine con il mondo, ma anche il diario silenzioso della nostra vita.  Racconta le estati trascorse al sole, le abitudini, le distrazioni e le cure. Ogni neo è un segno, piccolo ma significativo, che ci ricorda quanto siamo vulnerabili e quanto possiamo essere consapevoli. Prendersi cura della propria pelle significa imparare ad ascoltare il proprio corpo. E ascoltarsi, in fondo, è il primo atto di rispetto verso la propria esistenza.

foto Osvaldo Marchetti