Da marciapiede ad ostacolopiede!
I lemmi che usiamo quotidianamente, con il tempo
possono perdere il significato originario e subire delle varianti con il passare degli
anni. Una parola può cambiare il suo significato anche a causa del mutare delle abitudini
di noi esseri umani. Ecco il termine " marciapiede", com'è facilmente intuibile
dall'etimologia del termine, indica lo spazio più alto posto ai lati della strada e
riservato alla marcia a piedi dei pedoni. Ma oggi, mio malgrado, per la
maleducazione dei miei simili e la latitanza delle istituzioni democraticamente
elette sta cambiando il suo significato in ostacolopiede! Certo non si tratta
di un vero e proprio mutamento d'uso del vocabolo, quanto, piuttosto, di un mutamento
dello spazio a cui prima era riservato in esclusiva ai pedoni, ed ora in piena era
digitale utilizzato per altri nobili scopi. Insomma penso di essere testimone
dellinizio di un processo che porterà tra diversi anni al cambiamento relativo al
significato del lemma marciapiede, personalmente battezzato con il
neologismo ostacolopiede. Con linizio della bella stagione, noto che
molti marciapiedi vengono occupati dagli esercenti dei pubblici esercizi come
prolungamento del bar e altri marciapiedi, o sono occupati da esposizione di merce.
Fino a qui niente da eccepire, hanno bisogno anche loro di lavorare. Ma la cosa diventa
grave quando porzioni di marciapiede sono occupate dalla sosta selvaggia di autoveicoli o
resi ingombri dai cassoni della raccolta differenziata che aspettano mestamente di essere
raccolti! Allora qui non si chiamano più marciapiedi ma ostacolo piedi, si deve scendere
mettendo il proprio incedere quotidiano non più in sicurezza. tralascio poi per carità
di patria lo scalino e la totale assenza di rampe di accesso e di uscita! Ma se il
camminare su questi marciapiedi diventa normalmente pericoloso per una persona
normale penso quanto sarà percoloso alle mamme con il passeggino o per i diversamente
abili che per evitare la trappola dellostacolopiede che scendono
direttamente sulla trafficata strada correndo innumerevoli rischi? Se scrivo questo poche
righe è che ho visto con i miei occhi degli episodi simili. Ma allora ha ancora senso
chiamarlo marciapiede?
Favria, 12.04.2013
Giorgio Cortese
Certe persone sono solo prudenti per mascherare il loro
gretto egoismo.
Pericle, l'incorruttibile nemico della demagogia
Ultimamente ho letto quanto scriveva Tucidide su Pericle:
Indifferenza al bene comune, affermazione di personalismi, diffusione della corruzione e
degli abusi di potere sono temi che si ripropongono nei momenti di crisi della politica,
in cui cresce la sfiducia dellopinione pubblica non solo negli uomini politici, ma
anche nella stessa idea della politica come servizio alla comunità. Lo
storico greco era un grande ammiratore dello statista ateniese e ne, tratteggia unimmagine
di uomo politico provvisto di doti di autorevolezza e di equilibrio, incorruttibile al
denaro, capace di tenere a freno il popolo senza limitarne la libertà e in grado di
interloquire con lassemblea popolare senza cedere alla demagogia, avendo ottenuto il
potere per merito personale. Si tratta di una valutazione che si può comprendere appieno,
soprattutto per quanto riguarda il rapporto con lassemblea, allinterno di una
democrazia diretta quale era quella ateniese, in cui lassemblea popolare era la sede
di ogni deliberazione politica. Il problema che Tucidide pone, nel suo elogio di Pericle,
è quello di una leadership autorevole, in grado di far funzionare al meglio il sistema
democratico, che egli riteneva particolarmente delicato e suscettibile di derive
demagogiche. Il rischio che lassemblea venisse usata come massa di manovra da uomini
politici senza scrupoli, inclini alla demagogia, era in effetti molto alto: non mancano
esempi in cui lassemblea fu condotta da abili manovre demagogiche ad esprimersi,
come dice loratore democratico Lisia, non solo secondo il volere di chi cercava nellassemblea
sostegno alle proprie ambizioni di potere, ma addirittura contro gli stessi interessi del
popolo. Del resto, i colpi di stato del 411 e del 404, che portarono al potere regimi
oligarchici, furono ratificati dallassemblea, vittima delle manovre di abili uomini
politici antidemocratici. In ultima analisi, questi colpi di stato sono considerati lesito
di un processo degenerativo della politica ateniese iniziato dopo la morte di Pericle.
Egli fu sostituito da uomini che Tucidide considera di qualità inferiore, ma fortemente
desiderosi di primeggiare e pronti dunque a usare lassemblea come strumento di
potere: ambizioni personalistiche e sete di guadagno
caratterizzano una generazione politica che al servizio della comunità, ha sostituito linteresse
privato. Questa opposizione pubblico/privato, ritorna con insistenza nelle fonti
della fine del V secolo, che proprio nellaffermarsi del personalismo individuano le
radici dei due colpi di stato antidemocratici che interruppero la storia della democrazia
ateniese, se pur per breve tempo. Allo stesso modo, nel mondo romano termini come
commodum, utilitas identificano interessi propri di un individuo o di un settore limitato
della collettività, perseguiti in modo esclusivo ed egoistico a danno del bene comune e
degli interessi dellintera respublica. Sallustio ne La congiura di
Catilina, lamenta di aver trovato negli uomini politici del suo tempo, invece
di dignità, incorruttibilità e rettitudine, sfrontatezza, corruzione e avidità; il suo
Catilina è uomo di sfrenate ambizioni, che in un contesto generale di sete di
potere, di corruzione e di personalismo che trova il terreno ideale per attentare
alla sicurezza dello Stato. Non si tratta affatto di notazioni moralistiche, gli
antichi, con la loro acuta sensibilità politica, mi ricordano che vi sono patologie della
vita politica che possono mettere a rischio la libertà, insomma diffidiamo da chi vuole
fare delle riforme ma poi lascia tutto come prima.
Favria, 13.04.2013
Giorgio
Cortese
Certi giorni se non posso risolvere un problema, allora c'è un
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