“Cari cantautori…”: quando la canzone diventa poesia, memoria e libertà a cura di Giorgio Cortese.
Rubrica Cortese

“Cari cantautori…”: quando la canzone diventa poesia, memoria e libertà a cura di Giorgio Cortese.

“Cari cantautori…”: quando la canzone diventa poesia, memoria e libertà
 Alla Chiesa di San Giorgio di Valperga un viaggio nel cuore della grande musica d’autore italiana
 Domenica 21 giugno 2026, ore 17.30

 Ci sono parole che non invecchiano e melodie che continuano a camminare insieme a noi. Sono quelle dei grandi cantautori italiani: artisti capaci di raccogliere nei loro versi i sentimenti di intere generazioni, trasformando una canzone in un racconto dell’anima, in una pagina di poesia, in un frammento di memoria collettiva.
È questo il cuore di “Cari cantautori…”, il concerto che domenica 21 giugno alle ore 17.30 porterà nella suggestiva cornice della Chiesa di San Giorgio di Valperga un omaggio intenso e appassionato ai protagonisti della canzone d’autore italiana. Sul palco il duo formato da Fabrizio Cotto e Livia Hagiu, impegnato in un viaggio musicale tra voce, chitarra, violino e percussioni.
Un incontro dedicato a quei musicisti che, dagli anni Sessanta in poi, hanno saputo elevare la canzone a forma d’arte: non semplici autori di melodie, ma veri narratori del nostro tempo, capaci di dare voce ai sentimenti più profondi, alle domande dell’uomo, alle fragilità e alle speranze della società.
Le pagine immortali di Fabrizio De André, Gino Paoli, Luigi Tenco, Sergio Endrigo, Francesco Guccini e di tanti altri grandi maestri rivivranno attraverso interpretazioni che ne restituiscono tutta la forza poetica e umana.
Perché i cantautori non hanno scritto soltanto canzoni: hanno raccontato vite.
Hanno dato dignità agli ultimi, hanno cantato amori impossibili, solitudini, sogni, ribellioni e desideri di libertà. Nei loro versi hanno saputo fermare il tempo, trasformando esperienze personali in emozioni universali.
Una chitarra, una voce, una storia da raccontare: da questi elementi semplici sono nate alcune delle pagine più preziose della musica italiana. Canzoni che ancora oggi riescono a sorprenderci perché parlano di noi, delle nostre paure e delle nostre speranze, ricordandoci che la musica può essere anche coscienza, impegno e poesia.
A interpretare questo straordinario patrimonio saranno due musicisti di grande esperienza e sensibilità.
Fabrizio Cotto, chitarrista, docente e interprete, ha costruito il proprio percorso artistico attraversando epoche e linguaggi musicali differenti, dalla musica antica alla canzone d’autore. Dopo gli studi classici con il Maestro Hirotsugu Kakinuma, ha approfondito liuto e chitarra barocca con prestigiosi specialisti internazionali come Jakob Lindberg e Paul O’Dette. Fondatore dell’Associazione Musicale Contrattempo e ideatore del Festival Internazionale “Tastar de Corda”, ha dedicato la propria attività alla valorizzazione della cultura musicale. Con il progetto NuvoleIncanto ha portato nei più importanti festival italiani, tra cui MITO SettembreMusica, un originale percorso dedicato alla musica di De André e ai grandi cantautori italiani.
Accanto a lui Livia Hagiu, violinista di origine rumena e torinese d’adozione, artista dalla raffinata sensibilità interpretativa e da una solida formazione internazionale. Diplomata presso il Liceo Musicale “George Enescu” di Bucarest e laureata in violino all’Università della Musica della capitale rumena, ha collaborato con importanti orchestre e realtà cameristiche italiane e internazionali. Il suo violino diventa voce narrante, capace di dialogare con la chitarra e di amplificare la profondità emotiva delle canzoni.
“Cari cantautori…” sarà dunque molto più di un concerto: sarà un incontro con gli autori che hanno saputo dare forma ai nostri ricordi, alle nostre emozioni e alla nostra idea di libertà.
Un appuntamento per ritrovare canzoni che fanno parte della nostra storia e riscoprire la straordinaria attualità di parole nate decenni fa ma ancora capaci di arrivare dritte al cuore.
Nella bellezza raccolta della Chiesa di San Giorgio, la musica tornerà a essere racconto, incontro e memoria: perché le grandi canzoni non appartengono solo al passato. Continuano a vivere ogni volta che qualcuno le ascolta, le canta e vi ritrova un pezzo della propria vita.
Perché una grande canzone non finisce quando termina l’ultima nota: rimane dentro di noi, come una voce amica che torna a ricordarci chi siamo.
Prossimo appuntamento: domenica 28 giugno 2026, ore 18.00 Ensemble Fiati della Banda Musicale Città di Ivrea, musiche di Mozart e Beethoven. Concerto realizzato in collaborazione con l’associazione LeMus.

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