La Fucina del Rame
La fucina di Castellaro ieri
Destinate principalmente ad uso agricolo, le acque delle vallate alpine hanno rappresentato anche un forte richiamo per l’installazione di strutture produttive grazie alla ricchezza di salti e cadute utilizzati per la produzione della forza motrice. A partire dal Medioevo mossero le ruote dei mulini, alimentarono fucine e segherie; per tutto il corso dell’ottocento furono un fattore di localizzazione indispensabile per la nascente industria, in primo luogo quella tessile. Nacquero così oltre alla fucina di Castellaro, la manifattura di Pont Canavese, alimentata dalle acque del Soana e la manifattura di Cuorgnè con l’acqua derivata dal fiume Orco.
