Al Pinelli si stacca la spina, non la mente. Presentata la nuova stagione OFFLINE.
Presentato il cartellone 2026/27 del teatro di Cuorgnè: nove spettacoli serali, sei pomeriggi per le famiglie, cinque laboratori. Da Ugo Dighero con Mistero Buffo a un Romeo e Giulietta giocato a colpi di smartphone.
Cuorgnè – Oltre 100 biglietti venduti in una sola sera. È la prima risposta del pubblico a OFFLINE – il tempo ritrovato, la stagione 2026/27 del Teatro Comunale Tullio Pinelli, presentata giovedì 10 settembre alla stampa e alla cittadinanza. Con la serata si sono aperte la campagna abbonamenti, la vendita dei biglietti e le iscrizioni ai laboratori.
È la terza stagione firmata dalle associazioni Fools e Smart Opera, e quel risultato conferma ciò che il teatro vede crescere da due anni: un pubblico che risponde con forza e partecipazione, e una stagione per famiglie che prende sempre più piede. «Numeri che fanno ben sperare per una crescita della terza stagione, ma soprattutto per far sì che il nostro teatro Pinelli diventi sempre più punto di riferimento per quella comunità di persone che hanno voglia di stare insieme, di crescere insieme, di “staccare la spina” ma non la mente e di nutrirsi di cultura e poesia. Tornare a casa dopo ogni spettacolo molto più ricchi di prima», commenta l’Assessora Ronchietto.
«Viviamo in un mondo dove ci sembra smarrita la relazione umana, annegata in quella digitale. Il teatro resta uno dei pochi baluardi dove è necessaria la presenza dal vivo: senza pubblico non c’è teatro, senza attori ugualmente – osserva la direzione artistica del Pinelli –. Per questo abbiamo scelto OFFLINE come titolo per la prossima stagione. Vogliamo creare un appuntamento di cultura, bellezza e socialità dal vivo, in presenza. Disconnettersi, fermarsi, scegliere di venire a teatro per stare insieme. Siamo orgogliosi della stagione che abbiamo costruito. Invitiamo la cittadinanza a venirla a scoprire e a riappropriarsi del teatro: uno spazio che le appartiene di diritto».
La strada per radicare il teatro nella vita del territorio è ancora lunga, e la direzione artistica non lo nasconde: molti cittadini non sono mai entrati al Pinelli, qualcuno non sa nemmeno di avere in città un teatro così bello, e resiste il vecchio pregiudizio del teatro come cosa noiosa. È un lavoro lento, ma profondo e duraturo. E il cartellone di quest’anno è pensato proprio per smontare quel pregiudizio.
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