Un tempo, in quel luogo passavano soltanto tre strade di terra. Con gli anni, tra una strada e l’altra, erano cresciuti alberi, cespugli e fiori selvatici. Piano piano era nato un piccolo bosco, a forma di triangolo, che tutti avevano cominciato a chiamare il bosco delle Tre Strade, mentre intorno gli esseri umani costruivano case e giardini.
Lì vivevano tanti animaletti: Pungolo, un riccio curioso, Nocciola e Ghiro, due scoiattoli vivaci, Luna, una lepre dal pelo morbido, Piuma, un merlo sempre attento, e una famiglia di topolini.
Una mattina, però, il bosco fu svegliato da rumori insoliti: motori, voci e passi.
Pungolo uscì dalla sua tana e drizzò le orecchie: «Che cosa sta succedendo?»
Nocciola, dall’alto di un ramo, guardò verso il sentiero: «Sono arrivati degli uomini con delle macchine. Stanno segnando gli alberi!»
Ghiro raggiunse la sorella: «Guarda! Hanno anche dei grandi disegni. Chissà che cosa vogliono fare.»
Piuma volò sopra il gruppo degli uomini e tornò poco dopo, agitato: «Ho ascoltato i loro discorsi. Vogliono costruire dei negozi e un grande parcheggio.»
Luna spalancò gli occhi: «E per farlo abbatteranno il bosco?»
«Sembra proprio di sì», rispose Piuma.
Dalle loro tane uscirono anche i topolini.
«Ma qui ci sono le nostre case», disse Briciola, la mamma topolina: «Dove porterò i miei piccoli?»
Nocciola indicò un grande albero: «E quelle sono le mie provviste. Ho passato tutta l’estate a raccoglierle.»
Luna abbassò le orecchie: «Io non voglio lasciare il prato dove sono nata.»
Gli animali si raccolsero sotto la vecchia quercia e Pungolo prese la parola: «Dobbiamo pensare a qualcosa.»
«Potremmo cercare un altro bosco», propose Ghiro.
Piuma scosse la testa: «Non è così semplice. I boschi stanno diventando sempre più piccoli.»
Per qualche istante nessuno parlò.
Poi Nocciola guardò le ghiande sparse ai piedi della quercia.
«Forse non possiamo fermare gli uomini», disse, «ma possiamo almeno fare qualcosa per il bosco.»
«Che cosa?» chiese Luna.
«Piantare nuovi alberi.»
Gli animali si misero subito al lavoro. Nocciola e Ghiro raccolsero le ghiande, Luna scavò piccole buche nel terreno e Briciola, insieme ai suoi topolini, vi sistemò i semi. Piuma volava da una parte all’altra, cercando i punti dove il terreno era ancora libero.
Quando ebbero finito, erano tutti stanchi.
Pungolo si sedette accanto a una piccola ghianda appena coperta di terra.
«Adesso dobbiamo aspettare», disse.
«Quanto?» domandò Ghiro.
Pungolo sorrise: «Abbastanza da vedere se avremo ragione a sperare.»
Il giorno dopo gli uomini tornarono. Mentre preparavano le loro macchine, uno di loro notò le tante piccole buche sparse sotto gli alberi, si chinò e ne toccò una con la mano.
«Guarda», disse al suo compagno. «Qualcuno sta cercando di far crescere il bosco.»
Per un momento rimasero in silenzio. Gli animali li osservavano da lontano, nascosti tra i cespugli.
Nessuno sapeva che cosa sarebbe successo. Ma quella mattina, per la prima volta, gli esseri umani guardarono il bosco con un po’ più di attenzione.
Sotto la terra, intanto, le piccole ghiande aspettavano la primavera.
Perché a volte basta prendersi cura di una piccola cosa per ricordarsi quanto è importante proteggere tutto ciò che vive.
