La Madonna che libera a cura di Giorgio Cortese.
Rubrica Cortese

La Madonna che libera a cura di Giorgio Cortese.

C’è un’immagine custodita da secoli nella chiesa di San Giorgio a Valperga che merita

di essere riscoperta. Un’antica icona della Madonna Liberatrice, legata a una devozione locale che affonda le sue radici nella metà del Seicento, sarà al centro di un appuntamento culturale capace di unire storia, arte, fede e memoria.

Domenica 6 settembre 2026, alle ore 17, nella chiesa di San Giorgio a Valperga, gli “Amici di San Giorgio” invitano la comunità a seguire “Sulle tracce di una devozione secolare di Valperga mediata da una antica icona della chiesa di San Giorgio”.

Al centro dell’incontro ci sarà la presentazione del volume “Liberatrix Fidelium – vita e opere di padre Bonaventura Relli da Palazzolo Vercellese”, curato dal professor Donato Martucci, dell’Università del Salento e dell’Accademia di Belle Arti di Lecce.

Ma che cosa rende così particolare quella Madonna custodita a San Giorgio?

Si tratta di un disegno a china su fondo di seta, raffigurante la Madonna Platytera, la “più ampia”, con la Vergine rappresentata frontalmente, in piedi, con le braccia aperte e le mani alzate nella posizione della Madonna Orante. Sul ventre, all’interno di un ovale, appare il Bambino: un’immagine che richiama il mistero del concepimento di Gesù.

Un’iconografia antichissima, già diffusa a Costantinopoli e legata alla tradizione delle icone bizantine. Un’immagine che, arrivata fino a Valperga, ha attraversato secoli di storia e di devozione.

In basso, quasi a spiegare il significato profondo dell’opera, compare una scritta latina destinata a incuriosire: “Liberatrix Fidelium”, cioè “Liberatrice dei fedeli”.

L’autore dell’opera è fra Bonaventura Relli da Palazzolo Vercellese, frate Minore Francescano, figura legata alla stagione della Controriforma e alla difesa della fede cattolica in un periodo storico segnato da profonde tensioni religiose. La sua attività lo portò anche lontano dal Piemonte, fino in Albania, dove si impegnò nel contrasto all’avanzata ottomana.

Proprio il contesto storico e religioso nel quale l’opera venne realizzata permette di dare alla misteriosa espressione Liberatrix  Fidelium una lettura particolarmente suggestiva: la Madonna come liberatrice dai pericoli dello scisma e dell’eresia.

Le informazioni sull’icona, sulla sua particolare iconografia e sul significato della devozione valperghese sono tratte dal volume La chiesa di San Giorgio in Vaperga, Edizioni Nautilus, 2010, Capitolo V, a cura della professoressa Paola Marotti Cavallito. È proprio da questa documentazione che emerge il legame tra l’antica immagine della Madonna e la storia religiosa di Valperga.

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