NOVELLA VALLE SOANA. Quando il Sole si fermò sulla Val Soana.
Racconti di memoria e radici

NOVELLA VALLE SOANA. Quando il Sole si fermò sulla Val Soana.

Mercoledì 12 agosto, in Val Soana, il pomeriggio sembrava voler indugiare ancora un poco.

L’aria profumava di fieno e di resina. I larici tacevano, immobili, mentre più in alto le montagne parevano custodire il cielo come antichi guardiani. Sul piccolo prato sopra il paese, nonno Pietro aveva preparato una coperta. Accanto a lui c’era Luca, il nipote, con gli occhi pieni di curiosità.

«Nonno, è vero che oggi il Sole sparirà?»

Pietro sorrise: «No, ragazzo mio. Il Sole non sparirà. Per un momento sarà soltanto la Luna a mettersi davanti a lui.»

«E perché lo fa?»

Il nonno guardò le montagne: «Forse perché anche il cielo, ogni tanto, ha bisogno di ricordarci che la luce non è mai scontata.»

Luca rimase in silenzio. Intorno a loro arrivarono altre persone. Qualcuno aveva portato una sedia, qualcuno una macchina fotografica. I bambini correvano sull’erba, mentre gli anziani guardavano verso occidente, tutti erano muniti di occhiali con pellicola filtrante solare di sicurezza, per ripararsi dai raggi del sole nell’osservare l’imminente eclissi. Alcuni pittoreschi si erano portati dietro la maschera da saldatore

Poi il Sole nel tardo pomeriggio cominciò lentamente a cambiare. Una piccola ombra sembrò mordere il suo disco luminoso.

«Guarda!» gridò Luca. «La Luna sta arrivando!»

«Piano» disse il nonno. «Guarda soltanto attraverso gli appositi occhiali. Il Sole è bellissimo, ma non perdona la nostra curiosità.»

Il bambino obbedì e per  qualche minuto nessuno parlò più, la  luce diventò strana, le  montagne della Val Soana, che fino a poco prima brillavano di verde, assunsero un colore quasi argentato. Le ombre si fecero più lunghe e gli  uccelli sembrarono ammutolire.

Una bambina domandò alla mamma: «Mamma, è già notte?»

«No, amore. È ancora giorno.»

Pietro sorrise: «È un giorno che sta imparando a diventare sera.»

Luca guardò il nonno: «Ti fa paura?»

Pietro scosse lentamente la testa: «No. Mi emoziona.»

«Perché?»

Il vecchio indicò il Sole: «Perché ci insegna una cosa importante. Anche quando una parte della luce viene coperta, la luce continua a esserci.»

Luca abbassò gli occhi: «Come quando una persona è triste?»

Il nonno gli posò una mano sulla spalla: «Proprio così.»

Il silenzio tornò a riempire il prato.

Davanti a loro, il Sole sembrava un grande arco luminoso sospeso sopra le montagne.

La Val Soana pareva trattenere il respiro.

Poi Luca sussurrò: «Nonno… guarda.»

L’ombra della Luna cominciava lentamente ad allontanarsi.

Un filo di luce tornò a brillare più deciso, poi  un altro e un altro ancora e poi il sole con un guizzo calò dietro le montagne.

Pietro sorrise: «Vedi?»

«Il Sole ritorna.»

«Il Sole ritorna sempre.»

Luca rimase a guardare quel piccolo mondo che tornava lentamente alla sua luce.

E capì che forse quella non era soltanto un’eclissi. Era una promessa. Che nessuna ombra, per quanto grande, può durare per sempre.

Che anche nei giorni più scuri bisogna avere il coraggio di aspettare. Perché sopra le montagne della Val Soana, quel 12 agosto, il cielo aveva insegnato a tutti una cosa semplice e antica: la luce può nascondersi per un momento, ma non dimentica mai la strada per tornare.

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