"Cercami un altro lumino, Baraino."
"Eccolo, ma non capisco perché non vuole usare l'induzione per riscaldare La bagnacaoda. Lumini e terracotta sono strumenti superati, roba dell'altro secolo."
"Cosa ne sai tu di cosa é un rito, un cerimoniale, cos'é l'estasi del gustare le foglie del cavolo con quella salsa bollente? Niente."
"Ma tutta quella salsa la porta a bere un altro bicchiere di Nebbiolo, e la dietologa le aveva detto di limitarsi. Per non parlare del sale!"
"Invece di perdere tempo a dare giudizi, fai il tuo lavoro e tagliami un'altra fetta di pane, voglio pucciare i topinambour dell'orto."
"Li ho preparati, ma che difficoltà pelarli, sono bitorzoluti. preferisco pelare le patate."
"Vedo, infatti termino io la pulizia. Guarda e impara, per la prossima volta."
"Mi scusi padrone, ma cosa vuol dire pucciare?"
"Intingere, mio caro Baraino. Un termine che i miei avi abbinavano al rito della bagnacaoda. Adesso passami un gambo di sedano."
"Non sarebbe più corretto dire un ramo?"
"Fermati, testa di ferro di un robot da cucina che non sei altro! adesso l'intelligenza artificiale che ti hanno inculcato non comprende lasciarmi gustare questo favoloso atavico piatto? Ne ho piene le tasche dei tuoi diktat sull'etica, sui grassi insaturi, sul sale nemico delle arterie. Tu hai l'intelligenza artificiale, ma io ho quella naturale e fino a prova contraria comando io. Se continui così ti faccio fare la fine del drone da giardino, che non voleva irrorare i pomodori perché danneggiava le formiche, e adesso aiuta ad asfaltare le strade!"
"Come non detto mio padrone, Arpitano, "Cet d'Arcand". Vuoi ancora un po' di Nebbiolo?"
