Quando il telefono suona, attenzione alla truffa! Conferenza UNITRE Cuorgnè a cura di Giorgio Cortese
Notizie

Quando il telefono suona, attenzione alla truffa! Conferenza UNITRE Cuorgnè a cura di Giorgio Cortese

All’Unitre di Cuorgnè un incontro con i Carabinieri per imparare a riconoscere i raggiri. Una lezione concreta, fatta di esempi, domande e testimonianze.

A volte una truffa comincia con una semplice telefonata. Una voce gentile dall’altra parte del telefono, una notizia improvvisa, la paura per un figlio o per un nipote, una richiesta urgente di denaro. Altre volte arriva con un messaggio sul cellulare, un link da aprire, qualcuno che suona alla porta o una proposta che sembra troppo conveniente per essere vera.

È proprio da queste situazioni, così vicine alla vita quotidiana, che è partito l’incontro “Attenti alle truffe”, organizzato dall’Unitre di Cuorgnè mercoledì 7 ottobre. Un pomeriggio di informazione e prevenzione che ha visto una partecipazione attenta e coinvolta, trasformandosi soprattutto in un momento di dialogo diretto tra cittadini e Forze dell’ordine.

Prima dell’inizio della conferenza sono stati salutati gli ospiti e i rappresentanti delle istituzioni e delle realtà del territorio presenti all’appuntamento: Giovanna Cresto, Sindaca di Cuorgnè; Giovanni Crisapulli, Vicesindaco; Laura Ronchietto, Assessore alla Cultura; Elisa Troglia, Assessore alle Politiche Sociali; Bruno Bruschi, consigliere comunale; Linuccia Amore, Comandante della Polizia Locale; Giannicola Di Carluccio, luogotenente e comandante della Stazione Carabinieri di Cuorgnè; maresciallo Coppola e carabiniere Ceravolo, della Stazione Carabinieri di Cuorgnè; Fabiana Martino, in rappresentanza della Protezione Civile Comunale; il presidente della Croce Rossa, Luciano Colombatto e il volontario Mario Lano; Fulvia Garino, sorella ispettrice della Croce Rossa Italiana; Clara Zanotto, sorella della Croce Rossa.

Una presenza corale che ha dato all’incontro il senso di una Comunità che si ritrova insieme quando si parla di sicurezza, prevenzione e attenzione verso le persone più vulnerabili. Nel saluto iniziale è stato ricordato anche il ruolo dell’Unitre, che non è soltanto luogo di cultura e conoscenza, ma anche spazio di amicizia, dialogo, socialità e partecipazione. Dopo il saluto Istituzione del Sindaco la parola è passata ai Carabinieri. Il luogotenente Giannicola Di Carluccio, comandante della Stazione di Cuorgnè, ha chiarito subito lo spirito dell’appuntamento: non una conferenza fatta soltanto di numeri e slide, ma un incontro interattivo, nel quale gli iscritti potessero raccontare episodi, porre domande e confrontarsi su situazioni realmente accadute. Così è stato. Uno dei messaggi più importanti è arrivato quasi subito: il 112 non serve soltanto quando è già successo qualcosa di grave. Si può chiamare anche davanti a un dubbio, a una telefonata sospetta, a una situazione che non convince. Meglio una telefonata in più che una vittima in più.

I Carabinieri hanno illustrato al pubblico, numeroso e attento, alcune delle truffe più ricorrenti, spiegando con esempi concreti come riconoscerle e come difendersi. Tra queste, la classica “truffa dello specchietto”,  nella quale si cerca di convincere l’automobilista di aver provocato un danno e di dover pagare immediatamente. C’è la telefonata nella quale una voce, fingendosi medico o infermiere, annuncia che un figlio o un familiare ha avuto un incidente e che servono subito dei soldi.

Il meccanismo è sempre molto simile: creare paura, confusione e soprattutto fretta.

Ed è proprio la fretta, hanno spiegato i militari, a essere una delle armi preferite dai truffatori. Quando qualcuno pretende una risposta immediata, quando dice di cliccare subito, pagare subito o consegnare immediatamente del denaro, quello è il momento di fermarsi, respirare e verificare.

Attenzione anche al telefono cellulare e ai social. Un messaggio sospetto, soprattutto se contiene un link, non deve essere aperto con leggerezza. Anche quando sembra provenire da una banca o da un servizio conosciuto, in caso di dubbio è meglio contattare direttamente l’istituto attraverso i suoi canali ufficiali.

Poi c’è una truffa particolarmente insidiosa: quella del finto Carabiniere. Una persona può telefonare sostenendo che un figlio è rimasto coinvolto in un incidente e che occorrono migliaia di euro. Può persino conoscere il nome del familiare, proprio per rendere la storia più credibile. Il consiglio è semplice: interrompere la conversazione e verificare direttamente con il 112. I veri Carabinieri non chiedono denaro con queste modalità.

Ma non ci sono soltanto le telefonate, sono stati affrontati anche i raggiri sentimentali che nascono sui social, dove persone apparentemente affettuose costruiscono lentamente un rapporto di fiducia per poi arrivare a chiedere denaro. Una forma di truffa particolarmente crudele perché non cerca soltanto di colpire il portafoglio, ma entra prima nella solitudine e nei sentimenti delle persone.

E proprio su questo aspetto l’incontro ha avuto un valore umano oltre che informativo: non bisogna vergognarsi di essere stati truffati.

Una partecipante ha raccontato la propria esperienza: era stata convinta a firmare un documento apparentemente innocuo, salvo scoprire successivamente che quella firma riguardava l’acquisto di materiale per migliaia di euro. La donna si è rivolta ai Carabinieri e la vicenda è stata affrontata. Ma ciò che è rimasto più forte è stato il suo sentimento di vergogna.

Ed è proprio qui che è arrivato uno dei messaggi più importanti del pomeriggio: la vittima non deve sentirsi colpevole. I truffatori studiano le persone, sfruttano la fiducia, la paura, la solitudine, la gentilezza. Cadere in un raggiro non significa essere ingenui: significa essere stati ingannati.

Anche per questo è importante parlare, raccontare e denunciare.

Non sono mancati i consigli sulle vendite porta a porta, sui contratti e sulle offerte apparentemente vantaggiose. Prima di firmare bisogna leggere con attenzione ogni documento, capire che cosa si sta acquistando e soprattutto non lasciarsi convincere dalla pressione di chi pretende una decisione immediata.

Alla fine rimane una parola: attenzione. Attenzione al telefono, ai messaggi, ai social, a chi suona alla porta. Ma soprattutto attenzione a quella sensazione interiore che ci dice che qualcosa non torna.

Perché il truffatore spesso non cerca la persona più sprovveduta. Cerca semplicemente un momento di debolezza, un attimo di paura, una risposta data troppo in fretta. La  difesa più semplice può essere anche la più efficace: fermarsi, non avere fretta, chiedere consiglio e, quando c’è un dubbio, chiamare il 112.

L’incontro dell’Unitre ha lasciato così qualcosa di più di una serie di consigli. Ha lasciato una consapevolezza: conoscere significa essere più difficili da ingannare. Una Comunità che informa, ascolta e si aiuta è una comunità che sa proteggere meglio soprattutto chi è più fragile.

In fondo, contro una truffa, la prima porta da chiudere non è quella di casa. È quella della fiducia concessa troppo in fretta.

Potrebbe interessarti

Ronco, Laura Rosso – Psicoterapeuta: incontri gratuiti e su appuntamento fino al 18 ottobre
Ronco, Laura Rosso – Psicoterapeuta: incontri gratuiti e su appuntamento fino al 18 ottobre
8 ottobre 2026
Valprato Soana: riaperta oggi  la scuola dell’infanzia tratto da FB Comune di Valprato
Valprato Soana: riaperta oggi la scuola dell’infanzia tratto da FB Comune di Valprato
7 ottobre 2026
Frassinetto: Aggiornamento dell'albo unico comunale degli scrutatori di seggio elettorale
Frassinetto: Aggiornamento dell'albo unico comunale degli scrutatori di seggio elettorale
7 ottobre 2026