Il salone della Trinità gremito, un pubblico attento e tante domande che hanno prolungato l’incontro ben oltre l’orario previsto. È stato un pomeriggio di grande interesse quello di mercoledì 21 ottobre all’Unitre di Cuorgnè, dove don Claudio Baima Rughet ha tenuto la conferenza «La formazione dei Vangeli», conclusasi alle 17.20 tra curiosità e partecipazione.
Don Claudio ha accompagnato i presenti in un percorso alla scoperta delle origini dei testi fondamentali della fede cristiana, affrontando una domanda tanto semplice quanto affascinante: come sono arrivati fino a noi i racconti della vita di Gesù?
La parola, pronunciata prima ancora di essere scritta, è stata il filo conduttore dell’incontro. I primi discepoli raccontarono ciò che avevano vissuto e ascoltato accanto a Gesù. Nel tempo, quei ricordi furono trasmessi oralmente, raccolti in testi e infine organizzati nei Vangeli che conosciamo oggi.
Il relatore ha illustrato le caratteristiche dei quattro Vangeli canonici: secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni e distinguendoli dai Vangeli apocrifi. Particolare attenzione è stata dedicata ai tre Vangeli sinottici, Matteo, Marco e Luca, le cui somiglianze e differenze aiutano a comprendere come tradizioni condivise siano state raccolte e rielaborate dagli evangelisti, anche in relazione alle comunità alle quali si rivolgevano.
Un percorso che ha permesso di avvicinarsi al lavoro degli studiosi, impegnati a ricostruire la formazione dei testi attraverso l’analisi delle fonti, delle forme narrative e delle intenzioni degli autori. Senza dimenticare la distinzione tra la ricerca storica sulla figura di Gesù e la fede cristiana che riconosce in lui il Figlio di Dio.
Don Claudio ha invitato inoltre a riscoprire la lettura diretta dei Vangeli, suggerendo di cominciare da quello di Marco, il più breve, leggendolo dall’inizio alla fine come un racconto. Un modo per ritrovare protagonisti, luoghi, avvenimenti e parole, andando oltre ciò che si pensa già di conoscere e lasciandosi sorprendere dalla ricchezza del testo.
La partecipazione del pubblico, con numerosi interventi e domande, ha confermato l’interesse per un tema che appartiene alla storia religiosa, ma che ha lasciato un’impronta profonda anche nella cultura occidentale.
Perché la cultura, quando sa parlare alla mente e al cuore, non si limita a trasmettere conoscenze: apre nuove strade alla riflessione e ci aiuta a comprendere meglio noi stessi, gli altri e la storia che ci ha portati fin qui. È questo il valore più autentico dell’Unitre: continuare a imparare, a ogni età, con la curiosità di chi sa che non è mai troppo tardi per scoprire qualcosa di nuovo
