Dall'antipasto al dolce, la Docente e musicologa Alice Fumero ha accompagnato il pubblico alla scoperta dei legami tra grandi compositori, ricette celebri e melodie senza tempo.
La musica e la cucina hanno molto in comune: entrambe sanno risvegliare emozioni, evocare ricordi e regalare piacere. È partendo da questa curiosa affinità che mercoledì 4 novembre, all'Unitre di Cuorgnè, presso il Salone della Trinità di via Milite Ignoto, la Docente e musicologa Alice Fumero ha proposto, dalle 15.30 alle 17, un incontro dal titolo «Musica a tavola: dall'antipasto al dolce, tanti assaggi musicali per ogni tempo e per tutti i gusti».
Una lezione vivace e ricca di sorprese, costruita come un vero e proprio pranzo musicale, nel quale ogni portata ha offerto lo spunto per raccontare un'epoca, un compositore o un particolare episodio della storia della musica.
Il percorso è partito dall'antichità, quando i banchetti erano spesso accompagnati da musica e spettacoli, per arrivare al Barocco e alla cosiddetta Tafelmusik, la musica da tavola, pensata per fare da piacevole accompagnamento ai pasti, protagonista di questa tradizione Georg Philipp Telemann. Non è mancato Paul Hindemith, con una composizione di musica d'uso destinata ad accompagnare le attività di un gruppo di studenti durante una giornata didattica.
Ma il vero padrone di casa di questo insolito banchetto è stato Gioachino Rossini, compositore di straordinario talento e appassionato buongustaio. La sua passione per la gastronomia ha attraversato numerosi momenti dell'incontro: dagli antipasti dei suoi Peccati di vecchiaia, con il curioso brano dedicato al burro, fino alla celebre aria «Di tanti palpiti», tratta dall'opera Tancredi, che la tradizione ha associato all'aria del riso. La Docente ha raccontato anche la sua amicizia con grandi cuochi francesi e le ricette che ancora oggi conservano il suo nome, come i celebri tournedos Rossini.
Il viaggio è proseguito tra primi piatti e specialità dedicate ad altri grandi musicisti. Dalla pasta alla Norma, legata a Vincenzo Bellini, ai ravioli di Paganini, accompagnati dal racconto di una ricetta scritta di suo pugno e conservata alla Biblioteca del Congresso di Washington, fino ai bucatini alla Caruso. Proprio a Enrico Caruso è stato dedicato anche un curioso cocktail, occasione per ricordare la sua storia artistica e il rapporto con Napoli.
Anche Giuseppe Verdi è entrato idealmente a tavola attraverso il suo amore per la buona cucina e la celebre scena del brindisi dell'Otello, con il coro «Inaffia l'ugola!». Dal vino si è passati a Mozart, con il Marzemino celebrato nel Don Giovanni attraverso l'aria «Fin ch'han dal vino», uno dei momenti musicali più riconoscibili dell'opera.
Tra le curiosità gastronomiche hanno trovato spazio le uova e le omelette, con Georges Bizet e il quartetto tratto da Il dottor Miracolo, una scena giocosa nella quale la preparazione di una frittata diventa parte integrante della vicenda. Si è parlato anche della cotoletta alla viennese, della musica di Johann Strauss e del mondo americano di Leonard Bernstein, che ha trasformato antiche ricette francesi in composizioni per voce e pianoforte. Tra queste, quella dedicata al coniglio, raccontata e accompagnata da un particolare esempio musicale.
Non sono mancati i dolci, forse la portata più attesa del banchetto. La torta di mele Guglielmo Tell ha richiamato l'opera di Rossini, mentre la celebre Pesca Melba ha permesso di ricordare la cantante australiana Nellie Melba. Il racconto è proseguito con i cioccolatini dedicati alle opere di Bellini, le famose palle di Mozart e la disputa, più leggendaria che reale, tra Mozart e Salieri.
Il cioccolato è diventato protagonista anche nell'opera Così fan tutte di Mozart, con la scena in cui Despina porta la cioccolata calda alle sue padrone e finisce per assaggiarla, regalando uno dei momenti più simpatici della rappresentazione. Un altro curioso esempio musicale è arrivato dal balletto di Richard Strauss, nel quale una pasticceria, dolci e visioni fantastiche danno vita a un mondo sonoro decisamente particolare. Spazio anche all'operetta La bella Elena di Jacques Offenbach.
A chiudere il pranzo ideale non poteva mancare il caffè, protagonista della celebre Cantata del caffè BWV 211 di Johann Sebastian Bach. Attraverso alcuni estratti, il pubblico ha potuto conoscere la divertente storia di una figlia appassionata di caffè e di un padre deciso a farle abbandonare questa abitudine. L'occasione ha permesso anche di scoprire la figura di Domenico Barbaja, straordinario impresario musicale dell'Ottocento, partito proprio dal mondo dei caffè per diventare uno dei protagonisti della vita teatrale europea.
Attraverso brevi ascolti, racconti, aneddoti e curiosità, Alice Fumero ha saputo avvicinare il pubblico a un aspetto meno conosciuto dei grandi compositori, dimostrando come la musica possa uscire dalle sale da concerto e incontrare la vita quotidiana, persino attraverso una ricetta o un piatto della tradizione.
Un pomeriggio di cultura e piacevole scoperta, nel quale ascoltare è stato anche un modo per viaggiare, sorridere e conoscere. Perché, in fondo, una buona melodia e un buon piatto hanno qualcosa di speciale in comune: quando sono capaci di emozionare, lasciano sempre un buon ricordo.
Favria, Cortese Giorgio
